Chi è Palin?

Palin è la storia di un piccolo pesce rosso che, un giorno, decide di uscire dalla sua piccola boccia di vetro, scoprendo che il mondo non è fatto di spazi chiusi e a sé stanti, ma da un unico mare che sfiora ogni costa; con la voglia di ‘tornare’ (palin dal greco significa infatti ‘di ritorno’) a parlare liberamente, con tutti e di tutto, senza barriere, senza limiti.

Per questo è nata la nostra realtà di divulgazione culturale, il nostro progetto di dialogo e confronto sul mondo, diviso in cinque aree – arte, letteratura, scienza, società e games. Cinque aree che ogni mese affrontano uno stesso tema, sviluppandolo secondo la propria sensibilità e il proprio studio, attraverso le tante penne che costituiscono il progetto.

Guardiamo al tema, tutti i mesi, come se stessimo guardando il mondo, e cerchiamo di restituire uno sguardo d’insieme

Il mondo tra il vasto mare della storia e le singole increpasture delle onde
Il mondo letterario nella sua più ampia accezione
Il mondo artistico in ogni sua forma: scultura, pittorica, musicale, teatrale
Il mondo in un continuo interscambio di posizioni: dal cosmo alle particelle.

Palin è un’idea il cui più grande merito è quello di avere unito molte persone meravigliose e prima sconosciute, accomunate dalla voglia di un progetto che mettesse al centro la cultura, la divulgazione e la spinta dal basso di nuove esigenze. Nel tempo dell’individualizzazione, nell’epoca delle divisioni e dei compartimenti stagni, era per tutti noi necessario un ritorno a una visione di insieme capace di vedere il tutto in relazione reciproca; facendo in modo che ognuno di noi sia inserito all’interno di una dinamica relazionale che non escluda, ma integri i saperi, intendendo con località una particolare e costante attenzione per ciò che resiste all’assoggettamento, e di emergere contro il codificato.

Palin, questo l’ha capito. Ha superato il suo limite e si è avvicinato al mondo per confrontarsi con esso. Forse, il primo limite che ognuno si pone, in fondo, è riuscire a non inciampare al primo gradino.

Forse, tra le correnti burrascose della tempesta contemporanea, #unaltromareèpossibile.