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Greta Bertarini, classe 1995, due lauree in chimica e diverse esperienze di studio e lavoro all’estero, è originaria di Castello Brianza.
Da quasi due anni, attraverso il suo profilo Instagram di divulgazione scientifica, porta avanti il concetto della curiosità applicata alla chimica, per renderla accessibile a tutti. Il progetto è cresciuto progressivamente fino quasi 20 mila follower.

Partiamo con una domanda generale, per chi ancora non ti conosce, chi è e cosa fa nella vita Greta Bertarini?

Mi piace definirmi come una curiosa chimica che chiede spesso “perché?”. Insomma chiedersi il perché di un fenomeno, di un evento o di una trasformazione è proprio ciò che sta alla base della mia passione per la chimica e ciò che vorrei trasmettere agli altri.

La chimica non solo è tutto ciò che ci circonda ma è anche ciò che permette di dare una spiegazione a tutto. Per questo nella vita ho deciso, prima, di studiare questa materia e poi di dedicarmici completamente, non solo durante le mie 8h di lavoro in azienda, ma anche fuori, come divulgatrice e scienziata.

Ci racconti del tuo progetto di divulgazione? La nascita coincide con un periodo molto particolare della vita di tutti noi, la pandemia dovuta al COVID-19. É qualcosa che avevi già in mente da prima?

Il progetto, o meglio, l’idea è nata durante il lock down: nel tempo libero, fuori dal laboratorio in cui lavoravo, mi dilettavo infatti ad estrarre coloranti da frutta, verdura e spezie con cui poi tingevo capi da indossare. L’interesse nella chimica di ciò che facevo da parte di quei pochi che allora mi seguivano mi ha spinto a condividere, sempre di più, spunti di “chimica quotidiana”, come mi piace chiamarla. Da ciò sono nate le mie ChemPills (pillole di chimica quotidiana). Inizialmente si trattava di un appuntamento settimanale che con il passare dei mesi è diventato quotidiano. Dopo un primo rallentamento, dovuto agli impegni del dottorato, da poco più di un anno ogni giorno parlo di chimica e di una chimica, che sarei io.

Pensi che la continua circolazione di notizie su virus e vaccini abbia in qualche modo influenzato anche l’interesse delle persone verso i temi che tratti?

Sicuramente il periodo storico attuale ha spinto sempre più persone a volersi informare, senza accettare ciò che ci viene trasmesso dai media tale e quale. L’accessibilità delle informazioni aiuta poi in questo processo che a mio avviso costituisce il vero progresso della società.

In questo panorama amo pensare che le persone come me, i così chiamati divulgatori scientifici, siano il mezzo attraverso cui certe informazioni possano essere trasmesse e spiegate in chiave scientifica.

Parliamo un po’ di chimica. Tra le varie materie é di certo fra le più ostiche, questo spesso scoraggia le persone ad intraprendere una carriera come la tua. In realtà, la chimica é ovunque intorno a noi, noi stessi siamo un po’ un laboratorio di reazioni che avvengono costantemente. Da dove nasce la tua passione e quali sono gli argomenti che ti interessano maggiormente?

Purtroppo, molto spesso, si pensa alla chimica come ad una materia ostica, complicata e difficile da capire. In realtà la chimica è la chiave di lettura del mondo in cui viviamo, solo, troppe volte, viene trasmessa in maniera errata. Viene infatti resa difficile da insegnanti che devono seguire un programma troppo mnemonico e troppo stringente, viene complicata da formule da imparare a memoria e resa ostile da reazioni che sembrano solo astratte. Sicuramente poter approcciare alla materia da un punto di vista più pratico potrebbe incuriosire e appassionare moltissime persone.

Sono specializzata in chimica organica di sintesi con un particolare interesse per la cosmetica/farmacia. Nella mia testa ho sempre visto la sintesi di molecole bioattive come una sfida, trovo incredibile la possibilità di preparare un farmaco e vedere come questo interagisce con il nostro corpo, capire perché il profumo di vaniglia è diverso da quello del cioccolato… ecco queste sono tutte cose che mi entusiasmano!

Conoscere la chimica vuol dire conoscere e riconoscere reazioni tra sostanze che utilizziamo più o meno frequentemente, spesso anche in modo errato. Nei tuoi video parli di cosmetici, di falsi miti su prodotti o alimenti (acqua e limone appena svegli, alimenti da conservare nell’acqua, carote abbronzanti…). Quanto consideri importante una giusta e corretta informazione e la divulgazione scientifica?

La parte più difficile di questa attività è proprio lo scontro con quelle consuetudini che sono chimicamente errate ma che difficilmente si riesce a sradicare. Credo quindi che informarsi in modo corretto e secondo un metodo scientifico sia fondamentale al giorno d’oggi, prima di tutto come atto di responsabilità verso noi stessi in secondo luogo come atto di civiltà verso l’ambiente in cui viviamo. Molti piccoli gesti possono far la differenza e capirne il motivo potrebbe sicuramente invogliarci a metterli in atto.

Prima di salutarci, progetti in cantiere per le prossime settimane?

Per il 2023 ho grandi progetti in mente, tra questi ci potrebbe essere un incontro ravvicinato con la scuola primaria e secondaria. Ma non vi dico di più, ci sto lavorando da poco e non vorrei spoilerare

Grazie a Greta Bertarini per la disponibilità e vi invitiamo a scoprire gli altri contenuti dell’area Curie, nel mese dedicato al tema #Spazio

2 Comments

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