La politica istantanea

Il tempo, nella società moderna, avviene secondo un canone di istantaneità. Questo determina una diretta svalutazione in cui tutti gli eventi accadono, manifestandosi in intervalli temporali assai ridotti. Questo meccanismo viene, talvolta, affiancato dal tentativo di alcuni spazi di riacquisire una certa autonomia, allontanandosi dalle briglie dell’istantaneità temporale.

Crocevia del traffico di persone e merci, la stazione ferroviaria di Bologna al suo ingresso ospita un paradosso della società moderna: la cristallizzazione del tempo. Il suo incessante scorrere è, però, ostacolato dall’ orologio che continua a indicare le 10:25, l’orario in cui si verificò l’attentato terroristico durante la mattina del 2 agosto 1980

La polita istantanea, nell’attuale contesto sociale, consiste nella considerazione del tempo secondo un canone di istantaneità: i movimenti e i fenomeni si sviluppano in un arco temporale molto ridotto se non, in alcuni casi, del tutto assente. Scattare una foto, prendere un treno, divulgare un’informazione diventano azioni che si realizzano in un arco temporale estremamente concentrato nella sua ampiezza, determinando una conseguente svalutazione dello spazio che, innanzi all’istantaneità dell’epoca software, diventa irrilevante.

Tuttavia, a volte, la società moderna manifesta una spiccata esigenza di rendere eterni determinati concetti e avvenimenti, svincolandoli dalla dimensione temporale di appartenenza. Viene soddisfatta la necessità di voler controllare lo sviluppo di determinati fenomeni per poterne acquisire e riprodurne nel tempo il significato. Ogni giorno ci sono ricorrenze specifiche, le quali impongono una riproposizione di accadimenti per affermarne il significato che essi rappresentano. 

La politica Istantanea. Stazione di Bologna. Orologio che continua a indicare le 10:25, l’orario in cui si verificò l’attentato terroristico  durante la mattina del 2 agosto 1980.

La memoria di un fenomeno viene concepita come il necessario percorso da intraprendere per non determinarne una svalutazione. Ci si potrebbe interrogare sulla possibilità che un simile meccanismo possa determinare uno svilimento del concetto che si vuole veicolare attraverso la sua riproduzione temporale eterodeterminata. La certezza della meccanica ricorrenza potrebbe indurre il singolo individuo ad alleggerire il peso specifico di un evento, se non ne ha metabolizzato interamente la portata

Questo confine così labile è stato ampiamente percorso durante la campagna elettorale che ha preceduto le ultime elezioni politiche in Italia. La coalizione di centro-sinistra ha adottato una strategia ampiamente condizionata dalla riproposizione del pericolo fascista riferita ai partiti di destra/estrema destra.

A distanza di cento anni dalla marcia su Roma, l’acritica riproposizione di un simile fenomeno, incarnato dallo slogan “o noi o loro”, ne ha determinato un quasi totale annullamento a livello concettuale. La meccanica riproduzione del pericolo ha condotto, negli ultimi anni, le politiche di centro-sinistra a ignorare la dimensione spaziale circostante, tralasciandone le particolari esigenze che, sempre più numerose, si sono velocemente succedute senza esser pienamente analizzate e soddisfatte. 

Questo vuoto di tutela nei confronti di determinate situazioni da parte delle forze politiche che più naturalmente dovrebbero esser portate all’assolvimento di tale ruolo, ha condotto altre realtà politiche, tradizionali e non, a impadronirsi degli spazi così abbandonati. Vicenda esemplificativa è quella di Sesto San Giovanni, comune a nord di Milano e noto come ex Stalingrado nel quale l’esito delle recenti elezioni politiche è stato caratterizzato dalla prevalenza della coalizione di destra.

L’attuale scenario politico è denotato da un’estrema fluidità, per cui non è così lontano dalla realtà pensare alle fabbriche come collettori di un comune e diffuso risentimento verso le politiche di sinistra e protagoniste di una conseguente attrazione verso forze politiche di rottura. 

Il tempo, nella società moderna, avviene secondo un canone di istantaneità. Questo determina una diretta svalutazione in cui tutti gli eventi accadono, manifestandosi in intervalli temporali assai ridotti.
People with raised fists at a demonstration in the city. Multi-ethnic group of people together on strike.

La svalutazione dello spazio ne determina un successivo rimodellamento attraverso coordinate prima inesplorate. Così come alcune battaglie politiche trovano i propri difensori in soggetti non tradizionalmente legati alle stesse, allo stesso modo le piazze come luogo di aggregazione di istanze sociali sembrano riappropriarsi della tutela di specifiche esigenze rimaste senza ascolto.  Come quella del collettivo Gkn e di altre varie associazioni che negli ultimi tempi hanno animato le piazze italiane nel tentativo di recuperare quegli spazi resi inconsistenti dall’istantaneità del tempo.

In comune, c’è la volontà di non considerare come per immutabili i diritti acquisiti nel tempo, mirando verso una loro consapevole difesa oltre quella considerazione statica e superficiale imposta da uno scandire temporale sempre più accelerato. L’auspicio è che la piazza, lo spazio, possa riappropriarsi di una certa autonomia nel determinare i propri confini, senza essere completamente sottomesso all’ineluttabile istantaneità del nostro tempo.

Fonti:

Bauman Z., Modernità liquida, Roma-Bari: Editori Laterza, 2002.https://www.panorama.it/news/cronaca/strage-bologna-stazione-bomba-attentato-40-anni-foto, (visitato il 11/10/2022).

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