Patologie sociali nel tempo: Palin parla con Sabrina Molinaro, Dirigente di ricerca al CNR di Pisa

Palin parla con Sabrina Molinaro, responsabile del Dipartimento di Epidemiologia e Servizi Sanitari dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisal.

i risultati delle sue attività e dei suoi studi epidemiologici sono un riferimento per il Governo e il Parlamento italiani, e sono frutto anche dei continui aggiornamenti degli approcci statistici e scientifici della Dott.ssa Molinaro e dei suoi collaboratori,


Importante riconoscimento per Sabrina Molinaro

Nel mese dedicato al tempo, il lavoro della dottoressa Molinaro è centrale, non solo per indagare come sia cambiata la ricerca del tempo, ma anche per identificare gli oggetti di studi e le specifiche patologie di oggi. Queste, infatti, sono il campo di indagine del dipartimento: l’epidemiologia sociale e l’epidemiologia della salute.

L’intervista è a cura di Lorenzo Nelli

Sabrina Molinaro, Dirigente di ricerca CNR di Pisa
Sabrina Molinaro, Dirigente di ricerca CNR di Pisa.

Quanto è importante il fattore Tempo nel lavoro che svolge?

Nel lavoro scientifico il tempo è determinante sotto molti punti di vista. Tutte le fasi dei progetti che sviluppiamo sono costituite da tempistiche ben definite e ogni passaggio deve essere sviluppato  entro specifiche finestre temporali, che concedono solo minimi  margini di sforamento. Si parte dalla definizione della domanda di ricerca, attraverso l’approfondimento dello stato dell’arte e la definizione del  razionale fino all’individuazione della metodologia da applicare. 

Parallelamente, vanno portate avanti tutte le relazioni con i partner coinvolti nella ricerca  e rispettate le tempistiche progettuali. Chiaramente  anche tutta la parte amministrativa  che gira  attorno ad un progetto di ricerca, ha  tempistiche molto stringenti che devono essere rispettate al fine di avere le risorse necessarie  a portare a termine il progetto. Tutti questi ingranaggi devono  funzionare nei tempi e nelle modalità previste. 

Non solo questo però è importante dal punto di vista temporale. Un’altra cosa fondamentale è anche quella di essere aggiornati al fine di poter comprendere quali sono i temi di attualità necessari alla scienza. 

E’ necessario  quindi avere il tempo sia per  fare le attività di progetto sia per studiare, conoscere e imparare cosa cambia nel mondo.

Molto spesso si dice “ai miei tempi le cose erano diverse…”. Come è cambiata la ricerca e i comportamenti delle persone negli ultimi 20 anni?

Alcune cose sono cambiate e altre sono rimaste stabili nel tempo. Come Laboratorio di Epidemiologia sui Servizi Sanitari portiamo avanti alcuni progetti incentrati sullo studio di comportamenti a rischio come l’utilizzo di sostanze psicoattive, il gioco d’azzardo, l’uso problematico di internet che molto spesso vede al centro l’uso eccessivo dei social media.

Tra tutti questi progetti uno dei più conosciuti e ad ampio respiro è lo studio ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs), una survey internazionale sull’uso delle sostanze e su altri comportamenti a rischio fra gli studenti  sedicenni Europei. Attraverso i suoi risultati si può comprendere sia come si sono modificate le traiettorie d’uso negli anni sia come sono cambiati i pattern di consumo e come si è strutturato il  poli-utilizzo delle sostanze 

A tal proposito, abbiamo recentemente sviluppato  una piattaforma interattiva dove è possibile navigare l’ incredibile patrimonio dei dati ESPAD, la piattaforma è raggiungibile attraverso il sito ufficiale del progetto ESPAD all’indirizzo https://data.espad.org

Le modifiche nelle traiettorie d’uso  sono determinate da molteplici fattori. In generale i consumi occasionali delle sostanze maggiormente diffuse come l’alcol e la cannabis hanno subito oscillazioni presumibilmente legate alla disponibilità delle stesse. Ciò che  invece ha subito sostanziali cambiamenti sono i  i pattern di utilizzo delle sostanze, vale a dire le modalità con cui soprattutto i più giovani, si avvicinano e consumano queste sostanze. Sono  inoltre comparsi  altri tipi di comportamenti  potenzialmente a rischio che si sono affiancati a quelli tradizionali.

Come si apprende dai report pubblicati dal vostro gruppo, di fondamentale importanza è il monitoraggio delle nuove dipendenze comportamentali, come la già citata dipendenza da internet o da videogiochi. Quanto è importante il fattore Tempo in questi comportamenti problematici?

Questo tipo di dipendenze senza sostanza sono in costante e continua evoluzione necessitano quindi di un aggiornamento tempestivo e costante.  I principali studi in questo ambito ci hanno inoltre indicato il tempo di esposizione agli stessi come uno dei fattori correlati al rischio di svilupparne dipendenza.

Se prendiamo ad esempio i videogiochi, questi sono in grado di favorire un grado di immersione che, soprattutto con le ultime tecnologie come gli headset per la realtà virtuale, sono in grado di garantire la percezione di presenza corporea nell’ambiente virtuale. Questo grado di immersione, che seppur in misura minore è garantito anche dalle console classiche, favorisce l’assorbimento cognitivo, facendo perdere al giocatore la percezione del flusso temporale. 

Inoltre come nella maggior parte delle dipendenze, più tempo viene impiegato nell’utilizzare qualcosa, più in un certo senso si sviluppa una tolleranza, che spinge quindi ad un utilizzo sempre più massiccio e pervasivo. 

Un discorso molto simile può essere fatto per internet. Il principale medium attraverso il quale oggi accediamo ad internet è lo smartphone, che è progettato con un’ergonomia tale da poter essere utilizzato in qualsiasi momento. Alcuni dei servizi fruibili mediante lo smartphone, che sono poi quelli offerti dalla rete,  hanno un forte potere addittivo, come ad esempio i social network, i siti per adulti e ovviamente anche in questo caso, i giochi online. Nei social media è l’incapacità di saper prevedere quando arriverà la prossima notifica, ad innescare i meccanismi tipici di una dipendenza stimolando i circuiti del reward, guidati dalla dopamina.

Non avere il controllo su  quando arriverà la “prossima” notifica e soprattutto quali novità quella notifica porterà ha un forte potere sul nostro comportamento.

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