Il tempo, la memoria e la perdita nelle opere di Félix González-Torres

Il tempo in "Lovers", Felix Gonzalez-Torres
Edited by Julie Ault. Texts by Robert Storr, Miwon Kwon, et al. 2006: Steidl
Nel 1988 Félix González-Torres invia una lettera privata a Ross Laycock, pubblicata eccezionalmente per la monografia curata da Julie Ault

Non aver paura degli orologi, sono il nostro tempo, il tempo è stato generoso con noi. Abbiamo impresso nel tempo il dolce sapore della vittoria. Abbiamo dominato il destino incontrandoci in un certo tempo e in un certo spazio. Siamo un prodotto del tempo, perciò attribuiamo il merito a chi è dovuto: al tempo stesso. 

Noi siamo sincronizzati, adesso e per sempre. 

Ti amo.

Félix González-Torres, lettera al compagno di vita Ross Laycock (1988)

Il lavoro di Félix González-Torres, artista cubano nato nel 1957 e trasferitosi nel 1979 a New York, è pervaso da riflessioni sul tempo, la memoria, la perdita. Ha svolto una ricerca attorno ad un tipo di arte definita dalla critica come concettuale e minimalista, lavorando con oggetti e utilizzando prevalentemente il metodo espositivo dell’installazione.

La lettera del 1988 a Ross Laycock, compagno dell’artista, è concettualizzata e tradotta visivamente nel lavoro Untitled (Perfect Lovers), installazione più volte proposta da González-Torres, formata da due orologi che segnano la stessa ora. Untitled (March 5th) #2 è un’altra installazione composta da due lampadine appese al muro e dai loro fili intrecciati che scendono lungo la parete.

Come in questi due lavori portati ad esempio, anche in altre installazioni della produzione dell’artista si può rintracciare questa dualità: la coppia rimanda all’esistenza stessa di due entità che co-esistono, con-vivono e con-dividono, un medesimo spazio e un medesimo tempo. La stessa dualità e la conseguente possibilità relazionale tra due entità sono prodotti da attribuirsi al tempo stesso.

La poetica di González-Torres è fondata su dei valori che non sono estetici, in quanto non alludono allo statuto e al rango delle belle arti, ma concettuali poiché riportano lo spettatore a dei livelli di lettura che rientrano in una sfera di stati mentali ed emozionali. Questi ultimi sorgono da un contesto che è individuale e privato, fanno riferimento al background personale e autobiografico dell’artista ma, inevitabilmente, sono condivisi ed universali, in quanto sottintendono un comune ambito esperienziale umano.

L’amore, la morte, la materialità del corpo stesso, la conseguente fragilità e transitorietà della vita, e non in ultimo il contesto politico e sociale in cui sfocia l’epidemia di AIDS tra gli anni ’80 e ’90: sono alcuni tra i richiami che possiamo citare, temi che si muovono tra l’impegno sociale e il racconto intimo. Come afferma più volte nel corso di alcune interviste, è Ross la sua fonte di ispirazione primaria nonché il suo pubblico. 

Ross Laycock muore nel 1991, cinque anni prima dell’artista e come anch’egli, per le complicazioni dovute all’AIDS. Nello stesso anno, con la collaborazione del MoMA, Museum of Modern Art di New York, González-Torres espose nella metropoli, sotto forma di enormi cartelloni pubblicitari, una fotografia di un letto bianco che racchiude ancora e racconta le impronte dei corpi che vi hanno giaciuto: è il letto in cui Ross aveva amato e perso la vita. 

Queste opere si muovono in un binarismo, oltreché di individuale e universale, di presenza e assenza, di ricordo e perdita. Nell’installazione dei due orologi è inevitabile – e forse previsto dall’artista – che uno dei due ad un certo punto smetta di funzionare o perda il secondo andando fuori tempo, determinando così l’irrimediabile de-sincronizzazione tra i due. Ancora, nell’installazione Untitled (March 5th) #2, data del compleanno di Ross, è inevitabile ed irrimediabile il fatto che, presto o tardi, una delle due lampadine si fulminerà prima dell’altra.

Ma forse il gioco della vita è proprio questo. Finché i due eventi non avvengono, le due lampadine continueranno ad illuminare insieme e i due orologi continueranno a scandire il tempo simultaneamente, come due cuori che battono e dominano il destino incontrandosi e condividendo quello spazio di vissuto in sincrono.

Bibliografia e sitografia:

Foster Hal, Krauss Rosalind, Bois Yve-Alain, Buchloh Benjamin H. D., Joselit David, Art since 1900. Modernism, Antimodernism, Postmodernism, London, Thames & Hudson, 2016 (trad. it. di Grazioli Elio, Grazioli Marta, Tozzi Lucia, a cura di Grazioli Elio, Arte dal 1900: modernismo, antimodernismo, postmodernismo, Zanichelli, Bologna 2017). 

Settis Salvatore, Montanari Tommaso, Arte. Una storia naturale e civile, Mondadori Education, Milano 2019.

https://www.felixgonzalez-torresfoundation.org/

https://www.moma.org/artists/2233

https://www.artribune.com/attualita/2014/06/dialoghi-di-estetica-parola-a-elisabeth-schellekens/

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