Quello che ancora non sai sulla cannabis. Palin scopre Antichi Grani S.R.L, un’azienda tra passato e futuro

Fino a meno di un secolo fa, la cannabis era una delle piante più coltivate e veniva utilizzata in qualsiasi modo possibile. Per fortuna ancora oggi c’è chi, come i fondatori della società agrícola Antichi Grani, questo lo sa bene e ha deciso di provare a sfruttarne le innumerevoli proprietà che molti hanno dimenticato o non sapevano che la cannabis potesse offrire.


Nel complesso contesto economico dell’Italia degli ultimi anni, c’è un settore che più di altri ha saputo rinnovarsi e reggere l’urto: l’agricoltura.
È questo che probabilmente ha spinto tre giovani neolaureati ad investire sul progetto di un’azienda agricola e, nello specifico, a puntare su un prodotto che unisce l’innovazione e una tradizione italiana quasi dimenticata del tutto.
La società agricola si chiama Antichi Grani S.R.L. e il prodotto di cui stiamo parlando è la canapa.

Palin ha voluto conoscere meglio questa realtà e ciò che produce, perciò ha intervistato* Matteo Pallotta, tra i fondatori e rappresentante legale della società, sfatando qualche mito e scoprendo qualcosa di più sulle proprietà di quella che è la pianta più dibattuta dell’ultimo secolo. 

Partiamo dalla domanda più generale possibile: che cos’è la cannabis?

Come Matteo ci spiega, dall’alto della sua laurea in Biotecnologie:

La cannabis è una pianta appartenente alla famiglia delle cannabacee proveniente dal centro Asia. Da lì si diffuse e si differenziò nei vari territori. L’utilizzo umano di questa pianta ha radici antichissime e reperti preistorici mostrano come fosse utilizzata già all’epoca probabilmente come cibo e/o medicina. Successivamente è stata intensivamente utilizzata nella produzione di fibre, carte, cordame e tessuti per via della sua resistenza e proprio questi utilizzi l’hanno resa globalmente riconosciuta. Per esempio, la costituzione americana fu scritta su carta di canapa. Non solo, molti pezzi della Ford T negli anni Quaranta erano fatti con la canapa. La sua coltivazione fu intensa, fino alla sua messa al bando più o meno globale per i suoi effetti psicotropi.

Non molti sanno che l’Italia, all’inizio del secolo scorso, era il secondo Paese al mondo per produzione di canapa. Gli utilizzi sono molteplici e offrono numerosi vantaggi: i semi sono altamente nutrienti, le fibre producono tessuti freschi d’estate e caldi d’inverno (e la produzione è molto meno inquinante di quella del cotone), l’olio di semi di canapa ha virtù antiossidanti, antietà, idratanti e lenitive e adatte al trattamento di dermatiti e acne. Si può usare inoltre per realizzare materiali costruttivi ecosostenibili con ottime proprietà isolanti e combustibili alternativi al petrolio ma a bassissimo impatto ambientale. Fra gli usi più antichi troviamo poi quello della produzione della carta, che grazie alle ridottissime percentuali di lignina, all’altissimo livello di cellulosa e al bianco naturale risulta molto meno nocivo per l’ambiente rispetto al legno degli alberi. Questo senza trascurare il fatto che per anni è stata un’importantissima pianta medicinale sostituendo la maggior parte degli antinfiammatori di oggi.
Un’analisi del 2000 riporta l’efficacia della cannabis contro il dolore neuropatico, tumorale e da sclerosi multipla e studi clinici hanno stabilito effetti benefici contro nausea, vomito, anoressia, cachessia e spasticità.

Quello che vi state chiedendo è probabilmente la stessa domanda che, verso la fine dell’intervista a Matteo Pallotta, ci siamo chiesti anche noi:
«Allora perché è illegale?»

Secondo Matteo, questa è un’assurdità:

Se pure la messa al bando decenni fa potesse avere senso come sorta di prevenzione sociale verso gli abusi, adesso, alla luce delle evidenze scientifiche a disposizione oramai da decenni, questo tabù è completamente insensato e anacronistico. Lo è ancor di più guardandosi intorno e vedendo i prodotti in vendita dal monopolio di Stato.


Le motivazioni reali sono da ricercare probabilmente in manovre economiche, politiche e sociali a partire dal 1937 con il Marihuana Tax Act, con cui iniziarono le prime misure fiscali — e non solo — contro il possesso del prodotto e che portarono dopo qualche anno all’eliminazione delle piantagioni. 

Nel 1941 Henry Ford, fondatore della Ford Motor Company, progettò un’auto completamente ecologica, la cui carrozzeria era prodotta da plastica in fibre di canapa e che era alimentata con etanolo di canapa. Era più leggera e resistente delle carrozzerie in metallo e aveva un impatto inquinante pari ad un incredibile valore zero. Più eco-sostenibile di una moderna Tesla, in sostanza.
Ma quando uno dei più grandi imperi mediatici di sempre, la catena Hearst, produce la carta del suo giornale attraverso l’uso di solventi chimici a base di petrolio, fornito dall’azienda chimica DuPont, è chiaramente la concorrenza a farne le spese. Fu così che Hearst iniziò una campagna stampa durata anni contro l’uso di quella che fu da allora chiamata Marijuana, nome di stampo messicano, utilizzato per mettere in cattiva luce ciò che molti conoscevano comunemente come cannabis.
Tra i mezzi usati anche il cinema rivestì un ruolo chiave, in particolare un film oggi presente anche su YouTube, dal titolo già di per sé iconico, Reefer Madness (‘ La follia dello spinello’) ( Reefer Madness (1936) – Original Version – YouTube).

Da lì in poi, disinformazione e politiche sempre più limitanti non si sono fermate, e solo negli ultimi anni qualcosa ha iniziato a cambiare anche nel senso opposto.

Riprendendo ancora una volta quanto spiegatoci da Matteo nella sua intervista:

Questa pianta è una risorsa che il mondo e il nostro Paese hanno a disposizione, ma che viene continuamente ostracizzata, sfruttata male o lasciata al mercato nero che ne trae enormi profitti. L’Italia comunque ha iniziato un percorso di apertura verso la coltivazione della canapa grazie alla legge 242 del 2016 che ha snellito di molto l’iter burocratico per avviare una produzione di canapa (ovviamente solo a THC<0.3%). La speranza è che si arrivi ad una regolamentazione chiara e sensata di tutte le varietà di cannabis, basata sulla mole enorme di evidenze scientifiche al riguardo.

*L’intervista completa a Matteo Pallotta sarà disponibile fra i contenuti del prossimo tema di Palin.


Fonti:

William Randolph Hearst to the Devastating Marijuana Prohibition (greendorphin.com)
The Reefer Madness Marijuana Misinformation Propaganda Campaign in the 1930’s | Greendorphin.com
Hemp, Hearst, and Prohibition (skeptoid.com)
Cannabis legale: cosa dice la legge italiana? (avvocato360.it)
Canapa Industriale: le mille risorse e proprietà | Eusphera
Ford Hemp Car: l’auto ecologica esisteva già 70 anni fa – greenMe

1 commento su “Quello che ancora non sai sulla cannabis. Palin scopre Antichi Grani S.R.L, un’azienda tra passato e futuro”

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