Di come il genere non sia una questione di etichetta. Rotte per un mare di gender

Overture della rubrica Un mare di Gender. Qui si parla di uguaglianza di genere o al di là del genere, di dialogo tra diverse generazioni di femminismi e di un festival che si è proposto di metterle in connessione. Cosa abbiamo imparato dalle femministe che ci hanno preceduto e quale eredità trasmetteremo a quelle che verranno?

Inclusività, eguaglianza di genere (o dovremmo dire al di là del genere), solidarietà. Quante volte sentiamo far riferimento a questi valori? Quanto è stato fatto per far sì che l’etichetta non sia più un limite, un confine, e quanto per far sì che scompaia del tutto? Le battaglie vinte spesso si accompagnano a sconcertanti segnali di allarme che mettono in evidenzia la sostanziale carenza di consapevolezza. La rubrica nasce sorretta dalla volontà di dare spazio alle voci che continuano a emergere fiere affinché il genere non rappresenti più uno scoglio inarginabile. Come si concilia una differenziazione anacronistica sulla base dell’attribuzione di un’etichetta all’interno di una società moderna o, per dirla con le parole del sociologo tedesco Zygmunt Bauman, liquida?

Tra i grandi temi dell’attualità, l’eguaglianza di genere è stata al centro di ‘L’Eredità delle Donne’, festival ospitato in diversi luoghi della città di Firenze dal 22 al 24 ottobre, promosso e sostenuto da Fondazione CR Firenze, sotto la direzione artistica di Serena Dandini e la co-promozione del Comune di Firenze. Nomen omen

Il festival si pone l’obiettivo di mettere a disposizione uno spazio di incontro, dialogo e collaborazione tra diverse generazioni di donne. Favorire uno scambio intergenerazionale tra donne che hanno fatto la differenza nel proprio campo di azione (a livello culturale, letterario, scientifico, sociopolitico etc.) e giovani che si apprestano a vivere una società più equa grazie all’azione di chi le ha precedute, ma in cui bisogna lavorare molto affinché i diritti diventino  concretezza nei rapporti e in quanto le morti non sembrano destinate a scomparire. 

L’evento di apertura all’edizione 2021 dell’Eredità delle Donne, tenutosi al Teatro Niccolini, ha messo in scena, dopo dieci anni dalla prima presentazione, Ferite a morte, progetto teatrale sul femminicidio scritto e diretto da Serena Dandini, composto da un’antologia di monologhi tragicamente attuali in cui le vittime si raccontano.

Si vuole dar loro la libertà, almeno da morte, di raccontare la loro versione. 

Tra i temi all’ordine del giorno: antipodi, cura, chimere, habitat, soldi, algoritmi e rabbia. È la rabbia a chiudere il programma di incontri tematici del festival. «Un momento di dialogo tra diverse generazioni di femministe e femminismi» perché «mai come oggi il femminismo si manifesta attraverso una pluralità di voci che ripensano il ruolo della donna, mettono in discussione la naturalità del dualismo uomo/donna e contestano l’esclusione di identità sessuali e di genere culturalmente e socialmente emarginate». 

Un incontro tra due femminismi c’è stato e ha rappresentato l’evento conclusivo di un festival molto ricco. Come si fa a non essere femministe? un dialogo sul femminismo tra l’attivista statunitense Gloria Steinem e l’ex presidente della Camera Laura Boldrini. Gloria Steinem è considerata la voce più influente del femminismo degli anni Sessanta e Settanta, la cosiddetta seconda ondata femminista. Momento emblematico di allora fu il 10 luglio 1971, giorno in cui, in occasione della fondazione del National Women’s Political Caucus, Gloria Steinem tiene il discorso Address to the Women of America, ricordato come uno dei più grandi discorsi del XX secolo. Gloria Steinem, con riferimento alla teoria della differenza sessuale, fa leva su concetto di genere come categoria di oppressione e dice:

This is no simple reform. It really is a revolution. Sex and race, because they are easy, visible differences, have been the primary ways of organizing human beings into superior and inferior groups, and into the cheap labour on which this system still depends. We are talking about a society in which there will be no roles other than those chosen, or those earned. We are really talking about humanism.

In occasione dell’incontro conclusivo del festival L’eredità delle Donne, Laura Boldrini analizza diversi temi propri del femminismo con Gloria Steinem. Ricorda anche la recente ripubblicazione di libro di Gloria Steinem, tradotto Autostima. La rivoluzione parte da te (riferimento?). Se il sistema educativo non è fatto per incentivare l’autostima delle donne incalza Laura Boldrini – perché spesso le donne sono considerate in una relazione di vicinanza a un uomo che avrà successo, ma non sono loro stesse ad essere interpreti del successo, come possiamo riuscire a non rimanere vittima di questo gioco e, quindi, sfuggire alla logica patriarcale? 

Secondo Gloria Steinem:

Credo che sia importante renderci conto, dato che noi siamo animali sociali, [di come] la più grande punizione in tutto il mondo di solito è l’isolamento, in una cella in cui si è chiusi da soli…

E, siccome siamo degli animali che vivono in comunità, possiamo sopravvivere fino a che riceviamo sostegno dagli altri. Quando vediamo una donna o un uomo che soffre nella sfera pubblica, perché magari sostiene la democrazia in qualsivoglia forma, allora bisogna scrivere a queste persone per ringraziarle, per esprimere la nostra solidarietà e il nostro sostegno, così non si sentiranno sopraffatti dagli attacchi a cui vengono sottoposti, inevitabilmente. 

Immagine che contiene testo, interni, tavolo

Descrizione generata automaticamente

E allora, cosa si può fare per il futuro? Continua a chiedere Laura Boldrini, avendo in mente il tema principale dell’evento, quale eredità da lasciare alle nuove generazioni di donne e uomini. 

È importante testimoniare le nostre convinzioni tramite il nostro comportamento, grazie al consenso e sostegno di tutti coloro che ci supportano e sostengono e, come noi, sostengono i diritti e l’unicità di ogni essere umano.

L’incontro termina in un lungo applauso: 

Dare e ricevere supporto

Ha un effetto enorme. 

Il pensiero di Gloria Steinem.

È ciò che facciamo, è il nostro modo di comportarci quotidiano che crea il nostro futuro, di tutte e tutti noi.


Fonti: 

Bauman Zygmunt, Modernità liquida, Laterza, Roma-Bari (2000)  
Steinem Gloria, Autostima. La rivoluzione parte da te, Vanda Edizioni, Milano (2021)
https://ereditadelledonne.eu/programma-eventi-2021/
https://www.ilsole24ore.com/art/la-pandemia-violenza-piu-donne-uccise-meno-denunce-ADSwyn3
https://www.history.com/topics/holidays/gloria-steinem-addresses-the-nwpc-video

Lascia un commento