Prendersi cura degli uomini

Esempi di architettura – Le Corbusier – e di arte – Francisco Bosoletti – che attraverso la loro opera incarnano l’obiettivo di cura degli spazi e delle comunità che li abitano.

Nel 1907 l’architetto Charles-Édouard Jeanneret, meglio conosciuto come vv, si trovò a passare dalla Certosa del Galluzzo nella zona sud della città di Firenze. Tra le innumerevoli meraviglie presenti all’interno della Certosa, l’architetto svizzero rimase impressionato dall’armonia architettonica e concettuale tra spazi privati e collettivi. Il chiostro, il refettorio, gli orti e gli altri ambienti collettivi interagivano in maniera fluida e non invadente con le celle dei monaci. La funzionalità specifica di ambienti così differenti collocati in un unico grande complesso monumentale come la Certosa innescarono in Le Corbusier una profonda riflessione su come l’architettura debba essere a misura d’uomo, un uomo visto come un individuo facente parte di una comunità. Le riflessioni sulle necessità umane di spazi privati, individuali e spazi pubblici, collettivi maturate all’interno dell’alta cinta muraria della Certosa del Galluzzo furono poi alla base del celebre progetto Unité d’Habitation di Marsiglia inaugurato nel 1952. All’interno di questo progetto egli poté mettere in pratica quelle funzionalità e quegli aspetti osservati quasi cinquant’anni prima alla Certosa del Galluzzo. In tutte le Unité d’Habitation che realizzerà in Europa egli terrà sempre in considerazione il dualismo tra individualità e collettività come due elementi cardine per prendersi cura degli individui attraverso l’architettura.

Tale premessa risulta funzionale per un’ulteriore riflessione circa la cura degli spazi pubblici che è avvenuta proprio nella zona del Galluzzo.

Murales Giudizio Universale di Bosoletti a Galluzzo
Murales Giudizio Universale di Bosoletti a Galluzzo

A giugno 2021 è stato inaugurato un murale composito realizzato dall’artista argentino Francisco Bosoletti. Il murale in questione rappresenta il Giudizio Universale e si sviluppa su sei facciate di alcune palazzine di edilizia popolare. L’effetto è sorprendentemente spiazzante. Le figure di Bosoletti rappresentano un momento che ha in sé un valore simbolico importantissimo: nel Giudizio Universale diventiamo tutti uguali. L’uguaglianza è resa anche attraverso la scelta dei colori in quanto l’intera opera è realizzata con una scala di grigi. Il murale è stato progettato nell’ambito delle celebrazioni per il settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri dal Comune di Firenze in collaborazione con Casa spa.

Murales Giudizio Universale di Bosoletti a Galluzzo

L’opera di Bosoletti con il suo messaggio universale è riuscita a ottenere un valore identitario per quegli spazi. Dagli spazi individuali e personali delle case si passa allo spazio collettivo della strada che ora ha una sua identità specifica e allo stesso tempo artistica e spettacolare. L’identità della comunità si interseca con quella singola, individuale sia da un punto di vista fisico, in quanto molte finestre sono collocate all’interno del murale, che a livello concettuale. Un murale così dirompente si insinua all’interno di quello spazio mentale che colloca la periferia in un limbo di eterna marginalità culturale.

Le Corbusier, Bosoletti e molti altri artisti e architetti passati e contemporanei hanno posto al centro del proprio lavoro il prendersi cura degli individui e degli spazi attraverso l’arte e l’architettura.

Prendersi cura dei luoghi non deve rispondere a logiche contemporanee di spettacolarizzazione forzata degli spazi, ma deve sempre partire dal prendersi cura degli uomini perché sono gli uomini all’interno degli spazi che trasformano questi spazi in veri e propri luoghi di comunità.

E propio mentre stavo scattando le foto all’opera di Bosoletti alle ore 7:12 di mattina, un signore lì residente ha aperto la finestra per raccontarmi con orgoglio come «è stato bello avere quell’artista argentino — così lo chiamava lui — a lavorare a casa sua».


Fonti:

L’arte fuori dal museo, a cura di Elisabetta Cristallini, Gangemi Editore, Roma, 2008
Taking care – Progettare per il bene comune, a cura di TAMassociati, Ministero dei Beni e delle attività culturali, Becco Giallo, Padova, 2016
Bora G., Fiaccadori G., Negri A. e Nova A., I luoghi dell’arte, Electa, 2003
Comune di Firenze, ultima consultazione il 10/10/2021
Fotografie dell’autrice
Illustrazioni di Luca Giancaterino

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